droni in navigazione autonoma

Pillole di IA – Droni teleguidati da un sistema di intelligenza artificiale

Scritto da Salvatore Guaglianone on . Postato in Articoli, Pillole di IA

In molte città europee sono in funzione dei droni commerciali che permettono la consegna di pacchi, alimenti, e tanto altro mediante l’utilizzo di droni che ne effettuano la consegna.

Gli attuali droni commerciali utilizzano un sistema teleguidato basato su GPS, che funziona bene ad alta quota volando sopra i tetti degli edifici, ma hanno necessità di un operatore che mediante l’ausilio di una videocamera ne permette la consegna in sicurezza, in quanto il sistema attualmente usato non permette la navigazione autonoma a bassa quota tra edifici alti o nelle strade cittadine dense e che presentano pericoli estemporanei come auto, ciclisti o pedoni.

I ricercatori dell’Università di Zurigo e del National Center of Competence in Research NCCR Robotics, in risposta all’evidente difficoltà della navigazione autonoma dei droni a bassa quota hanno sviluppato DroNet, un algoritmo in grado di guidare in sicurezza un drone per le strade di una città. Questo sistema, non si affida a sofisticati sensori, ma ad una classica fotocamera come quella presente nei nostri smartphone, mentre come rete neurale è stato utilizzato per questo progetto una rete neurale residua (ResNet) ad 8 livelli, per ogni immagine in input restituisce due output ovvero l’angolo di sterzata, in modo da evitare gli ostacoli, e la probabilità di collisione per consentire al drone di riconoscere situazioni pericolose e reagire prontamente ad esse.
DroNet permette il riconoscimento sia degli ostacoli statici che dinamici.

Il Prof. Davide Scaramuzza, a capo di questa ricerca, ha affermato che la sfida più grande è stato raccogliere migliaia di immagini per ottenere dati sufficienti per il Deep Learning, al fine di addestrare l’algoritmo al rispetto delle regole di sicurezza.

Ciò che ha originato maggiore interesse per questa ricerca, è che i loro droni, una volta acquisito le regole di sicurezza, hanno imparato a volare anche in ambienti totalmente diversi, dove non è mai stato loro insegnato a farlo come parcheggi  o corridoi di uffici, aprendo la strada a nuovi potenziali usi rispetto a quello di partenza, come il monitoraggio e la sorveglianza sia interna che esterna agli edifici, o alle operazioni di soccorso nelle aree urbane disastrate nonché all’ uso dei droni per le consegne nelle strade urbane congestionate.

Vogliamo concludere il nostro articolo con una frase del Prof. Scaramuzza:

 

Con questo algoritmo abbiamo fatto un passo avanti verso

l’integrazione di droni a navigazione autonoma nella nostra vita quotidiana”.

 

  

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